APPUNTAMENTI DEL MESE DI OTTOBRE 2018

OTTOBRE

1-2-3 TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI

SAN   FRANCESCO D’ASSISI

4        SOLENNITÀ  DI SAN FRANCESCO

6        S. MESSA IN SUFFRAGIO PER I FRATELLI                DEFUNTI

20     INCONTRO O.F.S. ALLE 15.30 IN SALA                                      S. FRANCESCO

25     FORMAZIONE INIZIALE, ORE 20.30 SALETTA                      PORTINERIA

27     Mo.Fra.NE  a  SARMEOLA  ( PD )

 

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APPUNTAMENTI FRANCESCANI DI SETTEMBRE

SETTEMBRE

15 settembre : 1° incontro O.F.S. nuovo anno , ore 15.30,  – sala san Francesco

17 settembre : Santa messa, ore 18,  in memoria dell’impressione delle stimmate

20 settembre : formazione iniziale, ore 20.30, saletta portineria

28 – 30 settembre : festival francescano .

Pace e Bene

LA MINISTRA FLAVIA

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SAN LUDOVICO, LUIGI IX RE DI FRANCIA PATRONO DELL’O.F.S.

San Ludovico (Luigi IX)

 Re di Francia

 

Ricorrenza:  25 agosto

Luigi IX re di Francia, nacque nell’anno 1215 in Poissy, ove ricevette anche il santo battesimo. Ebbe per genitori Luigi VIII         e la regina Bianca di Castiglia, donna di grande pietà e virtù.

La mamma procurò di inspirargli fin dalla prima infanzia un singolare amore alla virtù e un grande orrore al peccato, ripetendogli spesso quelle celebri parole: « Figliuol mio, vorrei piuttosto vederti morto, anziché macchiato di un sol peccato mortale ». Questa frase fece sì grande impressione sul cuore di Luigi che se ne ricordò per tutta la sua vita.

Quando fu maggiorenne, venne consacrato e coronato re di Francia, e Luigi riguardò poi sempre la sua consacrazione non come una semplice cerimonia, ma come un impegno ed un obbligo che egli assumeva davanti a Dio ed agli uomini di far regnare Gesù Cristo in tutti i suoi stati.

Nel 1230 quasi i dignitari del Regno si radunarono al cospetto del giovane sovrano, in segno di omaggio e di subordinazione. Nel 1234 Luigi sposò Margherita di Provenza, figlia del conte Raimondo Beringhieri V.

Guidato da maestri dotati di pietà e di scienza, Luigi crebbe così serio e dedito ai suoi doveri, così pio e virtuoso, che pareva immune da ogni passione. Semplice e modesto, curava di conciliarsi il rispetto del popolo non tanto con il fasto esteriore, quanto colle opere buone e con un buon governo, che riorganizzò amministrativamente e moralizzò nei costumi. Attenta anche la sua politica estera, sempre intesa all’equilibrio e alla pace europea.

Per riempirsi la mente e il cuore di massime sante e di pii sentimenti, egli leggeva continuamente la Sacra Scrittura e le opere dei Ss. Padri e ne consigliava la lettura anche ai suoi cortigiani.

Ma Luigi non fu solo un sovrano di notevole intelligenza di governo, oltre che di alto profilo morale. In lui il valore si congiungeva alla pietà, senza nulla perdere del suo splendore.

Nell’anno 1244 fu sorpreso da un’ardentissima febbre, per cui tutto il popolo, dolente, offrì a Dio fervide preghiere, ottenendogli la guarigione. Guarito, volle guidare una crociata per la liberazione della Terra Santa.

Sbarcato in Egitto presso la città di Damietta, attaccò i Saraceni e li vinse: ma iniziata la marcia verso l’interno, una terribile pestilenza decimò l’esercito crociato e colpì lo stesso sovrano. Assalito nuovamente dai Turchi, venne facilmente sconfitto e fatto prigioniero.

Venuto a patti col vincitore, poté liberare gran parte dei suoi soldati, soccorrere i feriti e proseguire come pellegrino per la Terra Santa. Qui mise mano ad opere di cristiana e regale pietà, che però dovette interrompere per far ritorno in Francia, essendogli in questo frattempo morta la pia madre. Quivi giunto, attese al riordinamento del regno, e governò con somma giustizia e cristiana pietà. Abolì il duello giudiziario, fondò la Sorbona, aderì al Terz’ Ordine Francescano e ne divenne poi il santo Patrono, costruì chiese e la Santa Cappella per accogliere le reliquie della santa Corona di spine, e si preparò ad una nuova crociata. Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l’esercito, e lo stesso re, sentendosi morire, chiese gli ultimi Sacramenti, che ricevette con sentimenti di grande pietà. Fattosi indi adagiare sopra un letto, coperto di cenere e cilicio, con le braccia incrociate sul petto, spirò pronunziando le parole: « Entrerò nella tua casa, o Signore, ti adorerò nel tuo tempio santo e glorificherò il tuo nome ». Era il 25 agosto del 1270.

Fu santificato da papa Bonifacio VIII nel 1297 con il nome di San Ludovico e San Luigi dei francesi, le sue spoglie sono conservate in Sicilia, nella cattedrale di Monreale, e in Francia, nella basilica di Saint-Denis. A Roma una tra le più frequentate chiese è proprio quella di san Luigi dei francesi situata tra il Pantheon e piazza Navona, all’interno di questa si trovano tre tele fra le più celebri del Caravaggio.

 

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Lettera di san Ludovico al figlio

 

 

Dal «Testamento spirituale al figlio» di san Ludovico

(Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546)

Figlio carissimo, prima di tutto ti esorto ad amare il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutte le tue forze. Senza di questo non c’è salvezza.
Figlio, devi tenerti lontano da tutto ciò che può dispiacere a Dio, cioè da ogni peccato mortale.
E’ preferibile che tu sia tormentato da ogni genere di martirio, piuttosto che commettere un peccato mortale.
Inoltre, se il Signore permetterà che tu abbia qualche tribolazione, devi ringraziando, e sopportarla volentieri, pensando che concorre al tuo bene e che forse te la sei ben meritata.
Se poi il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventar peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi.
Partecipa devotamente e volentieri alle celebrazioni della Chiesa. Non guardare distrattamente in giro e non abbandonarti alle chiacchiere, ma prega il Signore con raccoglimento, sia con la bocca che con il cuore. Abbi un cuore pietoso verso i poveri, i miserabili e gli afflitti. Per quanto sta in te, soccorrili e consolali. Ringrazia Dio di tutti i benefici che ti ha elargiti, perché tu possa renderti degno di riceverne dei maggiori. Verso i tuoi sudditi comportati con rettitudine, in modo tale da essere sempre sul sentiero della giustizia, senza declinare né a destra né a sinistra. Sta’ sempre piuttosto dalla parte del povero anziché del ricco, fino a tanto che non sei certo della verità.
Abbi premurosa cura che tutti i tuoi sudditi si mantengano nella giustizia e nella pace, specialmente le persone ecclesiastiche e religiose. Sii devoto e obbediente alla Chiesa Romana, madre nostra, e al Sommo Pontefice come a padre spirituale. Procura che venga allontanato dal tuo territorio ogni peccato, e specialmente la bestemmia e le eresie.
Figlio carissimo, ti do infine tutte quelle benedizioni che un buon padre può dare al figlio. La Trinità e tutti i santi ti custodiscano da ogni male. Il Signore ti dia la grazia di fare la sua volontà, perché riceva onore e gloria per mezzo tuo e, dopo questa vita, conceda a tutti noi di giungere insieme a vederlo, amarlo e lodarlo senza fine. Amen.

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15 AGOSTO, FESTA DELL’IMMACOLATA

 

 

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L’Immacolata vuol mostrare a noi e per mezzo nostro la pienezza della sua misericordia: non mettiamo ostacoli alla sua azione, lasciamola operare.

Ma perché Ella vuol  fare questo proprio per mezzo nostro? E’ un mistero del suo amore

S. Massimiliano Kolbe

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11 AGOSTO FESTA DI SANTA CHIARA DI ASSISI

Dalle Fonti Francescane :

“Vergine nel corpo, purissima di spirito; giovane di età, matura per saggezza, nobile per grazia,

 costante nel proposito, ardente ed entusiasta nell’amore a Dio, piena di sapienza e di umiltà.

Chiara di nome, più chiara per vita, chiarissima per virtù”.

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Chiara nasce in Assisi nel 1194.  la sua famiglia  era   tra le più nobili e  sua madre Ortolana, prossima a partorire, pregava intensamente il Signore perché la salvasse dai pericoli del parto. Una voce la rassicurò: non temere, darai al mondo una luce che aggiungerà chiarore alla luce stessa. Illuminata da questa profezia volle che la bimba si chiamasse Chiara. Il padre, Favarone di Offreduccio, morì quando Chiara era ancora bambina. Aveva anche due sorelle: Beatrice e Caterina. La prematura morte del padre, la fuga a Perugia e alcune difficoltà economiche contribuirono a formare in Chiara un carattere deciso e temprato. Tutto le sarebbe stato necessario per la vita evangelica nella quale sarebbe entrata più tardi. Se la giovinezza di Francesco fu piuttosto movimentata, quella di Chiara invece fu condotta in modo lineare e trasparente. A soli 13 anni volle far pervenire degli aiuti a dei poveri che lavoravano per restaurare la chiesetta della Porziuncola, forse senza sapere che Francesco stava con loro. Quell’elemosina poté essere il primo anello dell’accostamento decisivo tra Francesco e Chiara. Nel 1211 i parenti stavano per programmare il suo matrimonio, ma la giovane non acconsentì: in questo suo gesto risoluto non possiamo escludere una ricerca attiva per situarsi nel mondo in una forma particolare. Le cose cominciarono a prendere una direzione diversa quando Francesco irruppe nella vita di Chiara. O meglio fu Chiara ad essere attratta da Francesco e dal suo stile di vita, e desiderava stare con lui frequentemente. Secondo la sua amica Bona di Guelfuccio, che l’accompagnava spesso, il tema di quegli incontri era la maniera di vivere la sequela di Cristo. La notte della domenica della Palme, 18 marzo 1212, Chiara uscì di casa per andare alla Porziuncola dove, dopo una breve preghiera, si consacrò a Dio con il taglio dei capelli. Notte decisiva e che lasciò il segno nella vita di una donna che si orientava in maniera definitiva e irrevocabile all’avventura evangelica. La reazione dei parenti non si fece aspettare: irruppero nel monastero di San Paolo di Bastia, dove Francesco l’aveva condotta dopo quella notte. Non ottennero il loro scopo perché Chiara si era assoggettata al diritto ecclesiastico facendosi tonsurare. Poche settimane dopo anche la sorella Caterina la raggiunse, volendo porsi senza riserve al servizio di Dio. Il padre Francesco, di sua mano, le tagliò i capelli consacrandola al Signore con il nuovo nome di Agnese e preparò per loro una specie di alloggio annesso alla chiesetta di San Damiano. Dopo Agnese vennero Pacifica, Balvina, Filippa e Bonaventura. Francesco scrisse per Chiara e le sue sorelle una forma di vita indicando la povertà come scelta prioritaria. Nel 1216, volendo che la sua famiglia religiosa si nominasse con il nome della povertà, Chiara chiese a papa Innocenzo III il Privilegio della povertà, cioè il privilegio di non possedere nulla. La lotta per la povertà è stata senza dubbio ciò che maggiormente ha caratterizzato la vita di Chiara e delle sue sorelle. Chiara per anni e anni fu un’ammalata cronica. Dal suo povero giaciglio fu l’anima di San Damiano e di centinaia di monasteri che Dio aveva fatto via via germogliare prodigiosamente da quel seme primitivo: più di sessanta in Italia e una quarantina nelle altre nazioni europee. Gli stessi frati più fedeli all’ideale puro di Francesco, orfani ormai del padre e sottoposti ad una fase di grande crisi istituzionale, andavano a visitarla per cercare in lei chiarezza e forza. Morì l’11 agosto 1253 lodando il Signore con le parole “Sii benedetto, Tu che mi hai creata”. Due anni dopo, 1255, papa Alessandro IV la proclamò Santa. Prima di essere collocata nell’attuale Basilica a lei dedicata, fu sepolta in Assisi nella chiesa di San Giorgio dove, per alcuni anni, era stato deposto il corpo di san Francesco.

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PELLEGRINAGGIO A ROMA PER INCONTRARE PAPA FRANCESCO


Ordine Francescano Secolare – Fraternità di Conegliano

A ROMA

(con tappa ad Assisi)

per incontrare

  PAPA FRANCESCO

Mercoledì 31 Ottobre 2018

l’Ordine Francescano Secolare d’Italia

parteciperà all’Udienza Generale

con Papa Francesco

L’Ordine Francescano Secolare del Veneto sta organizzando un viaggio in pullman per partecipare all’Udienza.

Insieme alle altre Fraternità del Veneto partiremo martedì 30 ottobre, faremo tappa ad Assisi per pregare con S. Francesco (dove trascorreremo la notte) e mercoledì 31 alla mattina presto partiremo per Roma con destinazione piazza S. Pietro.

Il ritorno è previsto per la tarda serata di Mercoledì 31.

Il costo indicativo è di ca. 120 Euro.

Abbiamo bisogno delle vostre adesioni ENTRO l’ 8 AGOSTO 2018

Per adesioni contattare Sergio al 331 57 42 591 (e-mail sersergino@yahoo.it)

 

La partecipazione è riservata ai Fratelli dell’Ordine Francescano

PS: L’orario di partenza e il punto di partenza del pullman ancora non è sicuro potrebbe essere Padova o Mestre. E’ necessario avere le adesioni e sapere in quanti parteciperanno dalle varie fraternità del Veneto per poter organizzare.

A chi darà l’adesione saranno in seguito date ulteriori informazioni

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2 AGOSTO PERDON D’ASSISI, ALLE 17.20 ROSARIO MEDITATO E A SEGUIRE S. MESSA

IL PERDONO DELLA PORZIUNCOLA

DIPLOMA DI TEOBALDO

Fonti Francescane 3391-3399

Il “Diploma” scritto da Teobaldo (frate minore e vescovo di Assisi), emanato dalla curia vescovile il 10 agosto 1310, rappresenta il punto d’arrivo e il perfezionamento formale della documentazione riguardante la complessa vicenda dell’origine dell’Indulgenza della Porziuncola. Per questa sua caratteristica di ufficialità, il Diploma è chiamato anche “Canone Teobaldino”. Il documento, per quanto motivato da preoccupazione polemica contro i detrattori dell’Indulgenza, è impostato con impeccabile rigore narrativo e giuridico, saldamente ancorato alla realtà del momento drammaticamente teso ad evadere dal dilemma “vero-falso” per rifugiarsi nel “vero” dell’Indulgenza.

Nel corso dei secoli la concessione subirà molte variazioni, fino ad un massimo d’estensione, a tutti i giorni per la chiesa della Porziuncola, per tutte le chiese francescane e non il solo 2 agosto.

 

La disciplina attuale è stata fissata da Paolo VI nella Lettera Apostolica Sacrosancta Porziuncolae Ecclesia del 14 luglio 1966, inviata al Vicario Generale dell’Ordine dei Frati Minori, fr Costantino Koser in occasione del 750° anno della concessione dell’Indulgenzia della Porziuncola.

Segue il testo, in italiano, del Diploma di Teobaldo e di una parziale lettura che se ne fa nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli il mezzogiorno del 1 agosto, dichiarando così l’apertura della Solennità del Perdono di Assisi o Indulgenza della Porziuncola.

 

“Frate Teobaldo, per grazia di Dio vescovo di Assisi, augura a tutti i fedeli di Cristo, che vedranno la presente lettera, la salvezza nel Salvatore di tutti.

A motivo della maldicenza di alcuni detrattori che, animati dallo zelo dell’invidia o forse dell’ignoranza, con facce di bronzo parlano contro l’Indulgenza di Santa Maria degli Angeli presso Assisi, siamo costretti a rendere noto a tutti i fedeli con la presente lettera le modalità e le caratteristiche dell’Indulgenza e in quali circostanze il beato Francesco, mentre era in vita, l’ottenne da papa Onorio.

Il beato Francesco risiedeva presso Santa Maria della Porziuncola, ed una notte gli fu rivelato dal Signore che si recasse dal sommo pontefice Onorio, che in quel tempo dimorava a Perugia, per impetrare una Indulgenza a favore della medesima chiesa di Santa Maria della Porziuncola, riparata allora da lui stesso. Egli, alzatosi di mattina, chiamò frate Masseo da Marignano, suo compagno, col quale si trovava, e si presentò al cospetto di papa Onorio, e disse: “Santo Padre, di recente, ad onore della Vergine Madre di Cristo, riparai per voi una chiesa. Prego umilmente vostra santità che vi poniate un’Indulgenza senza oboli”. Il papa rispose: “Questo, stando alla consuetudine, non si può fare, poiché è opportuno che colui che chiede un’Indulgenza la meriti stendendo la mano ad aiutare, ma tuttavia indicami quanti anni vuoi che io fissi riguardo all’Indulgenza”. San Francesco gli rispose: “Santo Padre, piaccia alla vostra santità concedermi, non anni, ma anime”. Ed il papa riprese: “In che modo vuoi delle anime?”. Il beato Francesco rispose: “Santo Padre, voglio, se ciò piace alla vostra santità, che quanti verranno a questa chiesa confessati, pentiti e, come conviene, assolti dal sacerdote, siano liberati dalla colpa e dalla pena in cielo e in terra, dal giorno del battesimo al giorno ed all’ora dell’entrata in questa chiesa”. Il papa rispose: “Molto è ciò che chiedi, o Francesco; non è infatti consuetudine della Curia romana concedere una simile indulgenza”. Il beato Francesco rispose: “Signore, ciò che chiedo non viene da me, ma lo chiedo da parte di colui che mi ha mandato, il Signore Gesù Cristo”. Allora il signor papa, senza indugio proruppe dicendo tre volte: “Ordino che tu l’abbia”.

I cardinali presenti obiettarono: “Badate, signore che se concedete a costui una tale Indulgenza, farete scomparire l’Indulgenza della Terra Santa e ridurrete a nulla quella degli apostoli Pietro e Paolo, che sarà tenuta in nessun conto”. Rispose il papa: “Gliela abbiamo data e concessa, non possiamo né è conveniente annullare ciò che è stato fatto, ma regoliamola in modo tale che la sua validità si estenda solo per una giornata”.

Allora chiamò san Francesco e gli disse: “Ecco, da ora concediamo che chiunque verrà ed entrerà nella predetta chiesa, opportunamente confessato e pentito, sia assolto dalla pena e dalla colpa; e vogliamo che questo valga ogni anno in perpetuo ma solo per una giornata, dai primi vespri compresa la notte, sino ai vespri del giorno seguente”.

Mentre il Beato Francesco, fatto l’inchino, usciva dal palazzo, il papa, vedendolo allontanarsi, chiamandolo disse: “O semplicione dove vai? Quale prova porti tu di tale Indulgenza?”. E il Beato Francesco rispose: “Per me è sufficiente la vostra parola. Se è opera di Dio, tocca a Lui renderla manifesta. Di tale Indulgenza non voglio altro istrumento, ma solo che la Vergine Maria sia la carta, Cristo sia il notaio e gli Angeli siano i testimoni”.

Egli poi, lasciando Perugia e ritornando verso Assisi, a metà strada, in una località che è chiamata Colle, ove era un lebbrosario, riposandosi un po’ con il compagno, si addormentò. Al risveglio, dopo la preghiera, chiamò il compagno e gli disse: “Frate Masseo, ti dico da parte di Dio che l’Indulgenza concessami dal sommo pontefice è confermata in cielo”. E questo lo riferisce frate Marino, nipote del detto frate Masseo, che lo udì di frequente dalla bocca del proprio zio. E questo frate Marino da poco tempo, verso il 1307, carico d’anni e di meriti, si è addormentato nel Signore.

Dopo la morte del beato Francesco poi, frate Leone, uno dei suoi compagni, uomo di vita esemplare, così come l’aveva udita dalla bocca di san Francesco e frate Benedetto d’Arezzo, parimenti compagno di san Francesco e frate Rainerio d’Arezzo, come l’avevano udita da frate Masseo, riferirono attorno a questa Indulgenza molte cose, sia ai frati sia ai laici, molti dei quali sono ancora in vita e attestano tutte queste cose.

Con quanta solennità poi fu resa pubblica l’Indulgenza nell’occasione della consacrazione della stessa chiesa da parte di sette vescovi, non intendiamo scrivere se non soltanto quello che Pietro Zalfani, presente a detta consacrazione, affermò davanti a frate Angelo ministro provinciale, a frate Bonifazio, frate Guido, frate Bartolo da Perugia e ad altri frati del convento della Porziuncola: e cioè che egli era presente alla consacrazione di quella chiesa, che fu celebrata il 2 agosto ed aveva ascoltato il Beato Francesco mentre predicava alla presenza di quei vescovi; che egli aveva in mano la “cedola” (foglio di pergamena) e diceva: “Io vi voglio mandare tutti in paradiso e vi annuncio una Indulgenza che ho ottenuto dalla bocca del sommo pontefice. Tutti voi che siete venuti oggi, e tutti coloro che ogni anno verranno in questo giorno, con buona disposizione di cuore e pentiti, abbiano l’Indulgenza di tutti i loro peccati”.

Pertanto, abbiamo premesso queste cose, riguardo all’Indulgenza, per coloro che ne erano all’oscuro, affinché non siano scusati più a lungo per la loro ignoranza e soprattutto per gli invidiosi e i detrattori, che in alcune parti si adoperano a distruggere, sopprimere e condannare quello che tutta l’Italia, la Francia, la Spagna e le altre province, sia al di qua che al di là dei monti, anzi quello che Dio stesso, ad onore della sua Madre santissima, da cui si intitola l’indulgenza, con frequenti ed evidenti miracoli, quasi ogni giorno magnificano, glorificano e diffondono. In quale modo essi potranno, con i loro perversi ragionamenti infirmare ciò che da tanto tempo dura in tutta la sua forza e vigore, davanti a tutta la Curia romana?  Infatti, lo stesso signor papa Bonifacio VIII, anche ai nostri giorni, ha inviato a questa Indulgenza alcuni rappresentanti ufficiali, perché la predicassero solennemente in suo nome, nel giorno del perdono. Inoltre, anche alcuni cardinali, venendo di persona a questa Indulgenza, nella speranza di conseguire il perdono, con la loro presenza l’approvarono come vera e certa.

A testimonianza e in fede di tutto ciò, abbiamo inviato questa lettera munita del nostro sigillo.

 

Dato in Assisi, nella festa di San Lorenzo dell’anno del Signore 1310

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FESTA PER I 50 ANNI DI PROFESSIONE DI ELSA

Festa  per i 50 anni di appartenenza di Elsa Giubilato all’OFS di Conegliano. Per l’occasione era  presente il figlio Mario che ha concelebrato   assieme all’Assistente fra Luca. Durante la S. Messa Elsa ha rinnovato la professione all’Ordine Francescano Secolare e poi assieme alla fraternità e a dei parenti c’è stato un momento conviviale.

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CALENDARIO ESTIVO 2018

APPUNTAMENTI 2018

7  luglio : Santa Messa, alle ore 18,  in suffragio dei fratelli defunti

 

AGOSTO

2 agosto : Santa Messa alle ore 18  e, a seguire, celebrazione del Perdon d’Assisi

4 agosto : Santa messa in suffragio dei fratelli defunti

11 agosto : Santa messa alle ore 18 nella festa di Santa Chiara

15 agosto : Assunzione della Beata Vergine Maria

25 agosto : Memoria di  S. Ludovico – Patrono dell’O.F.S.

 

SETTEMBRE

1 settembre : S. messa in suffragio dei fratelli defunti

15 settembre : 1° incontro O.F.S. nuovo anno , ore 15.30,  – sala san Francesco

17 settembre : Santa messa, ore 18,  in memoria dell’impressione delle stimmate

20 settembre : formazione iniziale, ore 20.30, saletta portineria

28 – 30 settembre : festival francescano .

Pace e Bene

LA MINISTRA FLAVIA  

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APPUNTAMENTI FRANCESCANI MESE DI MAGGIO 2018

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.

O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò ch’è sviato.

Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

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APPUNTAMENTI  FRANCESCANI  MESE DI MAGGIO 2018

— SABATO 5 :  INCONTRO O.F.S .   ALLE ORE 16.00,  S. MESSA IN SALA SAN FRANCESCO PER RINGRAZIARE IL CONSIGLIO USCENTE  E BENEDIRE IL NUOVO CONSIGLIO

–SABATO 5 :  SERVIZIO DI AIUTO ALLA RACCOLTA ALIMENTARE  COOP-CONE’  DALLE ORE 9.00 ALLE  ORE  21.00

GIOVEDI’ 10 : INCONTRO DI FORMAZIONE PER INIZIANDI,  NEO PROFESSI E SIMPATIZZANTI ALLE ORE 20.30 IN SALETTA

— GIOVEDI’ 17 : RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI FRATERNITA’  ( ricordiamoci nella preghiera personale )

— DOMENICA 20 : GIORNATA MARIANA A CHIAMPO ( Santuario della Pieve )

— GIOVEDI’ 24 : INCONTRO DI FORMAZIONE PER INIZIANDI,  NEO PROFESSI E SIMPATIZZANTI ALLE ORE 20.30 IN SALETTA

— SABATO 26 : INCONTRO DI FRATERNITÀ,  ALLE ORE 15.30 (nuove proposte e attività estive ).

PACE E BENE             

                                                                                                             LA  MINISTRA 

                                                                                                     Flavia Poletto

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