APPUNTAMENTI FRANCESCANI FEBBRAIO 2019

Febbraio 2019

  • 2  S. Messa in suffragio per i fratelli defunti, ore 18.00

  • 3  INCONTRO ZONALE a Portogruaro

  • 7  Formazione iniziale ore 20,30

  • 16  Veglia di preghiera secondo intenzioni  barca,  ore 16.00

  • 21  Formazione Iniziale ore 20.30

PACE E BENE 

LA MINISTRA FLAVIA

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APPUNTAMENTI FRANCESCANI GENNAIO 2019

GENNAIO 2019

 

5   S. Messa di Suffragio per i fratelli defunti, ore 18.00

 

12  Proposta di Catechesi ore 15.30

 

17  Formazione Iniziale ore 20.30

 

20  Formazione Permanente Animatori di Faternità

 

26  Condivisione della Proposta di Catechesi ore 15.30

La Ministra Flavia

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BUON NATALE 2018

Santo Natale 2018

 

 

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. … E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri”.

L’Ordine Francescano Secolare

di Conegliano

augura a voi tutti

un Santo Natale di gioia, pace e serenita’

La Ministra Flavia

 
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APPUNTAMENTI FRANCESCANI MESE DI DICEMBRE 2018

APPUNTAMENTI DICEMBRE 2018

1   S. Messa ore 18.00 in suffragio dei fratelli defunti

2  Ritiro d’Avvento, fraternità riunite a Mestre ( S. Carlo )

6  Formazione Iniziale, ore 20.30, saletta portineria

15  Incontro di fraternità, ore 15.30, sala  S. Francesco

20  Formazione iniziale , ore 20.30, saletta portineria

LA FRATERNITÀ DEI FRANCESCANI SECOLARI, 

IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL SANTO NATALE

AUGURA A TUTTI UN SERENO NATALE E UN FELICE 2019 

  LA MINISTRA FLAVIA

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APPUNTAMENTI FRANCESCANI MESE DI NOVEMBRE

APPUNTAMENTI  NOVEMBRE 2018

 

 

  • Sabato 3: terzo incontro alle ore 15.30; alle ore 18.00  santa Messa in suffragio dei  defunti dell’Ordine Francescano;

  • Giovedi’ 8:  Formazione iniziale in saletta alle ore 20.30;

  • Sabato 17: alle ore 15.30  incontro di fraternità.  Alle 16.00 preghiera in chiesa ; alle ore  18.00 Santa Messa in onore di S. Elisabetta regina d’Ungheria e Patrona dell’Ordine Francescano Secolare. Rinnovo della Professione.

  • Giovedì 22:  Incontro di formazione in saletta alle ore 20.30.

PACE E BENE

La  Ministra Flavia

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APPUNTAMENTI FRANCESCANI DEL MESE DI OTTOBRE 2018

OTTOBRE  2018

1-2-3 TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI

           SAN   FRANCESCO D’ASSISI

4        SOLENNITÀ  DI SAN FRANCESCO

6        S. MESSA ORE 18 IN SUFFRAGIO PER I FRATELLI              DEFUNTI

20     INCONTRO  O.F.S.  ALLE  15.30  IN SALA                                  S. FRANCESCO

25     FORMAZIONE INIZIALE, ORE 20.30 SALETTA                      PORTINERIA

27     Mo.Fra.NE Movimento Francescano del Nord Est  a                  SARMEOLA  ( PD )

 

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APPUNTAMENTI FRANCESCANI DI SETTEMBRE

SETTEMBRE

15 settembre : 1° incontro O.F.S. nuovo anno , ore 15.30,  – sala san Francesco

17 settembre : Santa messa, ore 18,  in memoria dell’impressione delle stimmate

20 settembre : formazione iniziale, ore 20.30, saletta portineria

28 – 30 settembre : festival francescano .

Pace e Bene

LA MINISTRA FLAVIA

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SAN LUDOVICO, LUIGI IX RE DI FRANCIA PATRONO DELL’O.F.S.

San Ludovico (Luigi IX)

 Re di Francia

 

Ricorrenza:  25 agosto

Luigi IX re di Francia, nacque nell’anno 1215 in Poissy, ove ricevette anche il santo battesimo. Ebbe per genitori Luigi VIII         e la regina Bianca di Castiglia, donna di grande pietà e virtù.

La mamma procurò di inspirargli fin dalla prima infanzia un singolare amore alla virtù e un grande orrore al peccato, ripetendogli spesso quelle celebri parole: « Figliuol mio, vorrei piuttosto vederti morto, anziché macchiato di un sol peccato mortale ». Questa frase fece sì grande impressione sul cuore di Luigi che se ne ricordò per tutta la sua vita.

Quando fu maggiorenne, venne consacrato e coronato re di Francia, e Luigi riguardò poi sempre la sua consacrazione non come una semplice cerimonia, ma come un impegno ed un obbligo che egli assumeva davanti a Dio ed agli uomini di far regnare Gesù Cristo in tutti i suoi stati.

Nel 1230 quasi i dignitari del Regno si radunarono al cospetto del giovane sovrano, in segno di omaggio e di subordinazione. Nel 1234 Luigi sposò Margherita di Provenza, figlia del conte Raimondo Beringhieri V.

Guidato da maestri dotati di pietà e di scienza, Luigi crebbe così serio e dedito ai suoi doveri, così pio e virtuoso, che pareva immune da ogni passione. Semplice e modesto, curava di conciliarsi il rispetto del popolo non tanto con il fasto esteriore, quanto colle opere buone e con un buon governo, che riorganizzò amministrativamente e moralizzò nei costumi. Attenta anche la sua politica estera, sempre intesa all’equilibrio e alla pace europea.

Per riempirsi la mente e il cuore di massime sante e di pii sentimenti, egli leggeva continuamente la Sacra Scrittura e le opere dei Ss. Padri e ne consigliava la lettura anche ai suoi cortigiani.

Ma Luigi non fu solo un sovrano di notevole intelligenza di governo, oltre che di alto profilo morale. In lui il valore si congiungeva alla pietà, senza nulla perdere del suo splendore.

Nell’anno 1244 fu sorpreso da un’ardentissima febbre, per cui tutto il popolo, dolente, offrì a Dio fervide preghiere, ottenendogli la guarigione. Guarito, volle guidare una crociata per la liberazione della Terra Santa.

Sbarcato in Egitto presso la città di Damietta, attaccò i Saraceni e li vinse: ma iniziata la marcia verso l’interno, una terribile pestilenza decimò l’esercito crociato e colpì lo stesso sovrano. Assalito nuovamente dai Turchi, venne facilmente sconfitto e fatto prigioniero.

Venuto a patti col vincitore, poté liberare gran parte dei suoi soldati, soccorrere i feriti e proseguire come pellegrino per la Terra Santa. Qui mise mano ad opere di cristiana e regale pietà, che però dovette interrompere per far ritorno in Francia, essendogli in questo frattempo morta la pia madre. Quivi giunto, attese al riordinamento del regno, e governò con somma giustizia e cristiana pietà. Abolì il duello giudiziario, fondò la Sorbona, aderì al Terz’ Ordine Francescano e ne divenne poi il santo Patrono, costruì chiese e la Santa Cappella per accogliere le reliquie della santa Corona di spine, e si preparò ad una nuova crociata. Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l’esercito, e lo stesso re, sentendosi morire, chiese gli ultimi Sacramenti, che ricevette con sentimenti di grande pietà. Fattosi indi adagiare sopra un letto, coperto di cenere e cilicio, con le braccia incrociate sul petto, spirò pronunziando le parole: « Entrerò nella tua casa, o Signore, ti adorerò nel tuo tempio santo e glorificherò il tuo nome ». Era il 25 agosto del 1270.

Fu santificato da papa Bonifacio VIII nel 1297 con il nome di San Ludovico e San Luigi dei francesi, le sue spoglie sono conservate in Sicilia, nella cattedrale di Monreale, e in Francia, nella basilica di Saint-Denis. A Roma una tra le più frequentate chiese è proprio quella di san Luigi dei francesi situata tra il Pantheon e piazza Navona, all’interno di questa si trovano tre tele fra le più celebri del Caravaggio.

 

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Lettera di san Ludovico al figlio

 

 

Dal «Testamento spirituale al figlio» di san Ludovico

(Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546)

Figlio carissimo, prima di tutto ti esorto ad amare il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutte le tue forze. Senza di questo non c’è salvezza.
Figlio, devi tenerti lontano da tutto ciò che può dispiacere a Dio, cioè da ogni peccato mortale.
E’ preferibile che tu sia tormentato da ogni genere di martirio, piuttosto che commettere un peccato mortale.
Inoltre, se il Signore permetterà che tu abbia qualche tribolazione, devi ringraziando, e sopportarla volentieri, pensando che concorre al tuo bene e che forse te la sei ben meritata.
Se poi il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventar peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi.
Partecipa devotamente e volentieri alle celebrazioni della Chiesa. Non guardare distrattamente in giro e non abbandonarti alle chiacchiere, ma prega il Signore con raccoglimento, sia con la bocca che con il cuore. Abbi un cuore pietoso verso i poveri, i miserabili e gli afflitti. Per quanto sta in te, soccorrili e consolali. Ringrazia Dio di tutti i benefici che ti ha elargiti, perché tu possa renderti degno di riceverne dei maggiori. Verso i tuoi sudditi comportati con rettitudine, in modo tale da essere sempre sul sentiero della giustizia, senza declinare né a destra né a sinistra. Sta’ sempre piuttosto dalla parte del povero anziché del ricco, fino a tanto che non sei certo della verità.
Abbi premurosa cura che tutti i tuoi sudditi si mantengano nella giustizia e nella pace, specialmente le persone ecclesiastiche e religiose. Sii devoto e obbediente alla Chiesa Romana, madre nostra, e al Sommo Pontefice come a padre spirituale. Procura che venga allontanato dal tuo territorio ogni peccato, e specialmente la bestemmia e le eresie.
Figlio carissimo, ti do infine tutte quelle benedizioni che un buon padre può dare al figlio. La Trinità e tutti i santi ti custodiscano da ogni male. Il Signore ti dia la grazia di fare la sua volontà, perché riceva onore e gloria per mezzo tuo e, dopo questa vita, conceda a tutti noi di giungere insieme a vederlo, amarlo e lodarlo senza fine. Amen.

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15 AGOSTO, FESTA DELL’ ASSUNTA

 

 

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L’Immacolata  ( Assunta in cielo in corpo e anima) vuol mostrare a noi e per mezzo nostro la pienezza della sua misericordia: non mettiamo ostacoli alla sua azione, lasciamola operare.

Ma perché Ella vuol  fare questo proprio per mezzo nostro? E’ un mistero del suo amore

S. Massimiliano Kolbe

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11 AGOSTO FESTA DI SANTA CHIARA DI ASSISI

Dalle Fonti Francescane :

“Vergine nel corpo, purissima di spirito; giovane di età, matura per saggezza, nobile per grazia,

 costante nel proposito, ardente ed entusiasta nell’amore a Dio, piena di sapienza e di umiltà.

Chiara di nome, più chiara per vita, chiarissima per virtù”.

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Chiara nasce in Assisi nel 1194.  la sua famiglia  era   tra le più nobili e  sua madre Ortolana, prossima a partorire, pregava intensamente il Signore perché la salvasse dai pericoli del parto. Una voce la rassicurò: non temere, darai al mondo una luce che aggiungerà chiarore alla luce stessa. Illuminata da questa profezia volle che la bimba si chiamasse Chiara. Il padre, Favarone di Offreduccio, morì quando Chiara era ancora bambina. Aveva anche due sorelle: Beatrice e Caterina. La prematura morte del padre, la fuga a Perugia e alcune difficoltà economiche contribuirono a formare in Chiara un carattere deciso e temprato. Tutto le sarebbe stato necessario per la vita evangelica nella quale sarebbe entrata più tardi. Se la giovinezza di Francesco fu piuttosto movimentata, quella di Chiara invece fu condotta in modo lineare e trasparente. A soli 13 anni volle far pervenire degli aiuti a dei poveri che lavoravano per restaurare la chiesetta della Porziuncola, forse senza sapere che Francesco stava con loro. Quell’elemosina poté essere il primo anello dell’accostamento decisivo tra Francesco e Chiara. Nel 1211 i parenti stavano per programmare il suo matrimonio, ma la giovane non acconsentì: in questo suo gesto risoluto non possiamo escludere una ricerca attiva per situarsi nel mondo in una forma particolare. Le cose cominciarono a prendere una direzione diversa quando Francesco irruppe nella vita di Chiara. O meglio fu Chiara ad essere attratta da Francesco e dal suo stile di vita, e desiderava stare con lui frequentemente. Secondo la sua amica Bona di Guelfuccio, che l’accompagnava spesso, il tema di quegli incontri era la maniera di vivere la sequela di Cristo. La notte della domenica della Palme, 18 marzo 1212, Chiara uscì di casa per andare alla Porziuncola dove, dopo una breve preghiera, si consacrò a Dio con il taglio dei capelli. Notte decisiva e che lasciò il segno nella vita di una donna che si orientava in maniera definitiva e irrevocabile all’avventura evangelica. La reazione dei parenti non si fece aspettare: irruppero nel monastero di San Paolo di Bastia, dove Francesco l’aveva condotta dopo quella notte. Non ottennero il loro scopo perché Chiara si era assoggettata al diritto ecclesiastico facendosi tonsurare. Poche settimane dopo anche la sorella Caterina la raggiunse, volendo porsi senza riserve al servizio di Dio. Il padre Francesco, di sua mano, le tagliò i capelli consacrandola al Signore con il nuovo nome di Agnese e preparò per loro una specie di alloggio annesso alla chiesetta di San Damiano. Dopo Agnese vennero Pacifica, Balvina, Filippa e Bonaventura. Francesco scrisse per Chiara e le sue sorelle una forma di vita indicando la povertà come scelta prioritaria. Nel 1216, volendo che la sua famiglia religiosa si nominasse con il nome della povertà, Chiara chiese a papa Innocenzo III il Privilegio della povertà, cioè il privilegio di non possedere nulla. La lotta per la povertà è stata senza dubbio ciò che maggiormente ha caratterizzato la vita di Chiara e delle sue sorelle. Chiara per anni e anni fu un’ammalata cronica. Dal suo povero giaciglio fu l’anima di San Damiano e di centinaia di monasteri che Dio aveva fatto via via germogliare prodigiosamente da quel seme primitivo: più di sessanta in Italia e una quarantina nelle altre nazioni europee. Gli stessi frati più fedeli all’ideale puro di Francesco, orfani ormai del padre e sottoposti ad una fase di grande crisi istituzionale, andavano a visitarla per cercare in lei chiarezza e forza. Morì l’11 agosto 1253 lodando il Signore con le parole “Sii benedetto, Tu che mi hai creata”. Due anni dopo, 1255, papa Alessandro IV la proclamò Santa. Prima di essere collocata nell’attuale Basilica a lei dedicata, fu sepolta in Assisi nella chiesa di San Giorgio dove, per alcuni anni, era stato deposto il corpo di san Francesco.

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